Altro ed altro.

Celeste pensava così forte che avrebbe potuto far spaccare i timpani a tutto il mondo.
“Come ci si può dimenticare così?”
Questa domanda la assillava ogni notte prima di andare a dormire.
Notte dopo notte, però, anche la sua memoria sembrava diventare fallace.
Si sentiva in preda ad una sorta di amnesia retrograda, che le intaccava i ricordi del recente passato: notte dopo notte sparivano brandelli di ricordi conservati nei cassetti.
Notte dopo notte, mentre riempiva i polmoni d’aria, lentamente, i ricordi le scappavano dalla scatola cranica, come se non si trovassero più a proprio agio, come se avessero bisogno di più spazio, come se avessero bisogno anche loro di respirare e allora scappavano via, senza guardarsi indietro.
In questo sconfinato via vai di memorie ed amnesie Celeste si sentiva prima persa per sempre, poi risorta dalle ceneri, come una fenice.
Molte volte aveva pensato alle fenici in vita sua:”Chissà a chi, per primo, è venuta in mente una creatura così mistica, così prepotente, così testarda”.
Si, secondo lei ci voleva una buona dose di testardaggine per scegliere di risorgere dalle proprie ceneri, morte dopo morte.
Poi c’erano i sogni: Si inseguivano nei sogni.
“Quanto possono sembrare reali i sogni a volte?” si chiedeva.
Forse non era amnesia, dopotutto.
Forse si era addormentata, un pomeriggio d’inverno, così a lungo da andare in letargo, come gli orsi, e aveva sognato sogni così incredibilmente vividi che le sembrava di ricordarli come esperienze. Poi si era risvegliata in primavera, col sole ed il tempo bello ed una valanga di cose mai esistite che le sembravano reali.
Però, per i sogni non c’è soluzione, ti svegli e sono già sbiaditi, confusi.
La mente fa casino e allora confonde oro e piombo, nuvole e piume, cielo e mare, alto e basso, altro ed altro.
Un qualcosa di intangibile, inafferrabile ed elegantemente violento, come un’amnesia appena accennata.

Sonno e veglia,
Sogni e fantasie.
Immagini e racconti,
intrisi d’inchiostro e veleno,
di graffi e carezze.
Di dubbi e incertezze,
di carta e incanto. 

Comunque,
sogni.
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