Al di la del mare

Camminavo mordicchiandomi il labbro inferiore da qualche giorno e, di tanto in tanto, spuntava un sorrisetto che non riuscivo a definire bene. Dicevano di vedere i miei occhi brillare di un qualcosa che assomigliava alla curiosità.

“Meg, ma che ti prende oggi ?” disse Celeste ” Ehi tu! Terra chiama Paese delle Meraviglie! Hai sentito quello che ti ho detto?”. Riemersi dal mio turbine di pensieri come si riemerge da un’immersione durata troppo a lungo e sospirai:” Non lo so, non ti preoccupare, ti ascolto. E’ solo che ogni tanto mi perdo nei miei pensieri, sono giorni strani”.
Celeste tornò a ripetere ed io mi persi di nuovo: il mare, gli scogli, quel sentiero tanto familiare, il tramonto estivo, il caldo afoso e poi, quella conoscenza strana, fatta per caso, che mi stava riempendo le giornate di sorrisetti improvvisi e faceva sì che martoriassi il mio povero labbro inferiore.
“Se continuo così finirò per farlo sanguinare”, pensai .
Una parte di me si sentiva felice, l’altra immensamente stupida e disorientata; forse la mia testa mi stava giocando un brutto scherzo, forse stavo impazzendo.
“Non possono esistere cose del genere”. ” E’ troppo strano”.
Ma al di la del mare, qualcun’altro si sentiva, con buona probabilità, esattamente come me.
Qualcuno che, in qualche modo, immaginava lo stesso mare, gli stessi scogli, lo stesso sentiero, che mi era tanto familiare, lo stesso tramonto estivo, lo stesso caldo afoso e che immaginava anche me, non so bene come, ma ero sicura che mi stesse immaginando.
Più che immaginarci non potevamo fare, ma era uno sforzo che ci andava di fare, anche se nessuno di noi capiva perché.

E’ strano sentire di conoscersi non conoscendosi per niente, non potendosi nemmeno guardare negli occhi. C’è chi dice “Audentes fortuna iuvat” ed io avevo deciso di credere a quel detto antico. Chissà che piani aveva l’universo, io non ci capivo più niente.
Intanto aspettavo, come chi, come me, aspettava, al di la del mare, tra una canzone di De Andrè ed una degli Streetlight manifesto e andava bene così.

E mentre Celeste ripeteva, chiudevo gli occhi, e immaginavo qualcosa che esisteva solo al di la del mare.

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