Per l’amore non c’è.

Meg non aveva più alcun ricordo dell’amore, non ne ricordava il brivido, né riusciva più a provarlo.
La vita scorreva veloce per le strade di Brooklyn. Le ore passavano veloci, quasi non sembravano essere 24, forse 12, ma di sicuro non 24.
Era tutto così rapido che nessuno aveva tempo, e  la pazienza era una di quelle virtù perdute e lontane, faceva parte di un’epoca differente.
Tempo, pazienza e amore. Tutto perduto.
” Ma se non si ha tempo”, pensava, “non si possono provare sentimenti, le conoscenze restano e resteranno superficiali, inutili. Niente tempo, niente amore: è un circolo vizioso”.

C’era una volta l’amore, ma adesso non c’è.
Nuova fiaba contemporanea.

“Cosa significa amore secondo te Darren?”

Lui le stava seduto di fronte, al tavolino di un bar. Sigaretta in mano ed una tazzina di caffè. Un bar come tanti, in una giornata tiepida di Maggio. La guardava sottecchi, nascondendo gli occhi dietro i capelli lunghi che portava. Sembrava uno di quegli attori che prima di uno spettacolo guardano impauriti la platea da dietro il sipario. Forse più che ad un attore, in effetti, somigliava ad un bambino il giorno della recita di Natale.

“Non capisco che problemi ti fai” le disse. “L’amore è… è quella cosa che… Dai, non fare la stupida, non è una cosa che si può spiegare l’amore. L’amore è, e sicuramente non sono io la persona giusta a cui chiedere spiegazioni a riguardo”.

“Non ti stai nemmeno sforzando di darmi una risposta. La verità è che non ci vuoi pensare. Non ti interessa e basta.”

La guardò dritta negli occhi, e ci si perse dentro. Vedeva che in lei c’era come un mare in tempesta, una di quelle tempeste oceaniche in cui non vorresti mai trovarti nella vita. Proprio per questo decise di parlare:

“C’è stato un tempo per l’amore. Ricordo uno strano formicolio allo stomaco, la bocca piena di dolcezza e carezze. Lo ricordo solo razionalmente però, e questo mi porta a dubitare della mia memoria. Chissà se l’ho vissuto realmente. Adesso riesco solo a vedere la partita a scacchi che ci sta dietro. E’ una guerra fatta di tattiche, scontri, alleanze e bombe (atomiche e ad orologeria). Se conosci il nemico e conosci te stesso la vittoria è assicurata, ma per me questo non vale dal momento che non mi conosco proprio per niente. Le battaglie le vinco e le perdo, ma fin ora non sono riuscito a vincere nemmeno una guerra.”

Meg lo guardò con occhi tristi, gli occhi di un condannato a morte dei tempi passati, di chi è costretto a mandare giù una fiala di cianuro e non può evitarlo in alcun modo. Sapeva che Darren aveva ragione, la sua tempesta interiore si era generata a causa di questi pensieri: le relazioni erano sempre più simili agli scacchi, o forse al softair.
La cosa peggiore era che non essere bravi nelle tattiche militari significava solo una cosa.

“E gli ubriachi sembrano tutti felici
bevi siamo tutti un po’ più amici” iniziò a canticchiare Meg. Si erano già fatte le sette e al loro tavolo stavano arrivando uno spritz ed una birra.
Darren non perse tempo e continuò a cantare sorridente:” e poi ti aiuta ad approcciarti con le fighe o per far sembrare figa l’unica che te la dà”.

Scoppiarono entrambi a ridere, i cattivi pensieri si erano dissolti.

“Per l’amore non c’è tempo,
per l’amore non c’è testa,
per l’amore non c’è speranza,
per l’amore non c’è lieto fine.
Per l’amore non c’è”.

44511028_2197346917073395_3371250981751750656_o

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...