Vagabondaggi e viaggi

Viandante era piena di pensieri.

Pensieri sul futuro e tutto girava veloce, troppo veloce. A volte troppo lento. Per sua natura era un essere dedito al presente, al momento. Era priva di congetture e macchinazioni, ma in quel periodo non riusciva a farne a meno. Erano come necessarie e lei si sentiva soffocare.

Un giorno, un giorno come tanti, un giorno di disperazione e frustrazione le arrivò un messaggio :” Ti va di fare una passeggiata? Prometto solennemente di non farti pensare a niente e di farti ridere tanto”. Il suo scetticismo innato le impediva di prendere sul serio quella promessa, ma aveva un bisogno disperato di uscire dal suo antro maledetto e di girovagare un po’. E fu cosi che rispose di sì, doveva solo avere il tempo di prepararsi.

Fu così che Viandante ritornò al Monte della Speranza, e lì la aspettava Giramondo. Il sole stava tramontando e lei arrivò giusto in tempo per vedere l’ultimo raggio infuocato inabissarsi nel mare. Il sole andava a brillare altrove, lasciando spazio alla luna, e quel tramonto spettacolare bastò a ricordarle di respirare forte e a farle vibrare l’anima.

D’altronde cos’è un viandante senza strade da percorrere e paesaggi di cui riempirsi gli occhi?

Scesero dal monte per raggiungere il mare, per magiare qualcosa e chiacchierare di non si sa bene che. Giramondo la fece ridere fino a non farle più sentire le guance, fino a farle dimenticare di essere stata reclusa fino a quel momento. Aveva mantenuto la promessa e Viandante era come riempita di vita, ed era solo grazie a quel momento che lui le aveva permesso di vivere, ma non poteva immaginarlo  nemmeno.

Si diressero verso un molo poco distante e si distesero a guardare le stelle. Il pavimento era spigoloso, per nulla comodo. Ogni singola irregolarità, però, le ricordava di essere viva ed era grata ad ogni singola sporgenza che le punzecchiava la schiena. Fu in quel momento, sotto quella coperta di stelle, quando sorse Selene che si rese conto che era connessa a lui. Sentiva che provenivano dallo stesso abisso, da qualcosa di incomprensibile, che li rendeva simili.

Così passarono i giorni, le strade, i paesaggi, ma come non si può fermare il vento non si possono fermare due anime erranti.

Viandante riprese i suo pellegrinaggi e Giramondo i suoi viaggi, ma un’impercettibile parte delle loro anime restò incastrata. Entrambi ne ebbero la sensazione, ma nessuno dei due se ne rese mai  conto davvero.

Si sarebbero incontrati di nuovo, un giorno, da qualche parte nel mondo, solo che non sapevano nè dove  nè quando. Avevano avuto poco tempo e nonostante tutto era stato abbastanza. Il destino aveva deciso di far incrociare le loro vite e di marchiarli a fuoco, così che non si sarebbero mai potuti dimenticare. Camminava e non sapeva dove andare. Camminava e non sapeva cosa sarebbe successo alla sua vita.

Sperava soltanto in una svolta, in uno sconvolgimento. Doveva soltanto continuare a camminare, e così fece.

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