NBC-Sunday morning

E’ domenica e c’è il sole.

E’ domenica, e per la prima volta, dopo otto anni, mi ritrovo in giro per il centro storico, da sola e finisco qui, seduta al tavolino di un bar di Corso Vittorio a godermi un buon gelato.

“Buongiorno, vorrei una coppetta piccola, anguria e cioccolato”

“Ecco a te giovanotta” è il sorridente omone che da dietro il bancone mi porge il mio gelato.

“Ehm… Scusi, volevo chiederle, posso sedermi fuori? Sa, dovrei scrivere qualcosa e…” non mi ha dato nemmeno il tempo di finire la frase che mi ha già fatta accomodare. Così, finalmente, seduta, scrivo e mangio il gelato -” Che buono che è!”- penso -“Quando avrò finito fumerò una sigarett.. no cazzo, niente sigaretta al massimo l’elettronica che oggi pomeriggio devo correre”. In realtà no, non fumerò nemmeno quella, c’è odore di primavera, di sole e di libri, sarebbe un peccato rovinarlo. La gente cammina avanti e indietro per la strada: c’è chi si bacia, chi si tiene timidamente per mano, chi si guarda in cagnesco, chi è solo, come me, e si gode il sole . La cosa più bella è che oggi i marciapiedi sono pieni di libri: forse anche loro, come me, hanno deciso uscire dai loro scaffali e godersi questa domenica assolata, magari per passare una giornata diversa.

Ho deciso di non mettere le cuffiette, oggi non ne ho bisogno, mi faranno compagnia i passanti, il cigolio delle biciclette e quel musicista con l’armonica qui di fronte che adesso sta canticchiando “Somewhere over the raimbow”.

Libri, libri come mani, come sguardi, come sogni. Passato, presente e futuro spiraleggiano dove si era persa la fantasia, come volessero far rinascere l’immaginazione. Ed io sono sempre qui, ferma da quasi un’ora, al mio tavolino ad origliare i discorsi dei passanti:

“Guarda Anna! C’è l’Isola sotto il mare di Isabelle Allende, ricordi? Te ne parlavo ieri!”

“Buongiorno, cercavo un libro. Le posso dire l’autore, ma il titolo proprio non lo ricordo! Ah, ecco, dovrebbe avere una copertina arancione”.

I libri assistono a queste scene e si gonfiano come pavoni, per farsi notare, per riuscire ad entrare nelle case e nei cuori di chi li porterà con se. E la carta stampata, ogni singola pagina, qui, tra i marciapiedi affollati di Corso Vittorio, in questa assolata domenica mattina, puoi sentirla ridere ogni volta che qualcuno la tocca e la sfoglia, come se soffrisse un po’ il solletico, come se non esistesse tristezza.

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