Scirocco

Ho pensato molto a lui, lì dentro. Lo immaginavo sempre solo, davanti a facce scure e finestre troppo grandi per riuscire ad evitare la malinconia e la nostalgia di casa. Il ragazzo era pieno di sé, saranno state le spalle, gli occhi, i modi, ma mi sembrava molto più grande di me e sicuramente sempre molto lontano, in qualche posto nascosto tra i suoi ricordi. Ed io, che per i casi umani ho sempre avuto un’attrazione fatale, ci sono cascata ad occhi chiusi.

Mi aveva ipnotizzata con i suoi occhi da lupo, dal colore di miele, che ogni tanto lasciavano trasparire un barlume di emozione, senza mai sbilanciarsi troppo per carità. Probabilmente gli si sarebbe disintegrato l’intestino provando a provare qualcosa per davvero!

Ci rivedemmo per la prima volta dopo molti anni, in una torrida giornata d’Agosto: saranno state le ventate di scirocco a confondermi. Lui parlava e sorrideva, io rispondevo e ridevo, divertita da qualsivoglia stronzatella uscisse dalla sua bocca, senza mai prestare troppa attenzione alla rigidità delle sue parole; Forse mi si era fritto il cervello con tutto quel sole, mi ero proprio rimbambita; e poi c’era un caldo, cazzo, si respirava malissimo! A pensarci bene forse mi girava anche un po’ la testa. Sta di fatto che iniziai a pensare a lui, e ne giorni a venire ne iniziai perfino a ricercare la presenza. Ripeto, forse avevo preso un’insolazione.

Lui al posto del cuore, aveva una calcolatrice, ma questo lo scoprii mooooolto tempo dopo e al posto del sangue la cicuta, ma lo nascondeva con una maestria impressionante. Imparai sin da subito che a lui non si poteva che dare ragione, se no apriti cielo!

Mi chiedo perché, quando serve, il cervello non mandi messaggi al cuore, della serie:” ERRORE! MAYDAY MAYDAY!”. Si farebbe meno fatica! E invece no, gira e firria mi ritrovai a percorrere mille ed una volta autostrade, strade a scorrimento veloce, rotte aeree e strade ferrate, sbattendomi senza sosta a destra e a sinistra, sola e lontana da casa e tutto questo per lui; Si, proprio come una grandissima testa di cazzo!

Io non so se riesco a spiegarmi, forse non ci riesco proprio per niente, ma avete presente quando si dice:” Ma hai il prosciutto davanti agli occhi?”, bene, io non avevo solo il prosciutto, avevo davanti agli occhi tutto il banco salumi, con salumiere incluso.

Che poi lui era un gran bel personaggio: manipolatore vecchio stampo, educato alla manipolazione regà. Cioè lui la mattina si svegliava e aveva il preciso compito di manipolare le persone, era il suo lavoro!!

In ogni caso, fortunatamente, con l’arrivo del grecale mi ritornarono a posto i pensieri, che si erano troppo scaldati e confusi durante l’estate.

La morale? State attenti al vento che tira, che se soffia scirocco rischiate di rimanerci fottuti!

scirocco-grecale

 

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