NBC- Dicotomie, scarafaggio- cucciolo di cane

“So che l’hai vista; Si, mi hai già raccontato di quando ti parlò, so che ricordi tutto, che non riesci a dimenticare. Era maestosa, imponente, ma la forma in cui ti si presentò, per me, non aveva niente di regale o di accogliente, né di forte e men che meno di accattivante. Chissà per quale motivo la Grande Madre ti si manifestò sotto forma di un grosso, enorme, sporco scarafaggio. Da quel giorno in poi abbandonasti tutto: credenze, paure, limiti, senza neanche deciderlo; Semplicemente, ti lasciasti andare. Ti prese la follia. La vide anche mia madre a suo tempo, ma a lei decise di mostrarsi come un cucciolo, un occhiuto, vispo, giocoso cucciolo di cane! Non perse mica la ragione per questo! Sai, le ho sempre detestate le blatte: veloci e schifose, esseri delle fogne. Ma che vivono nelle fogne lo sai bene, adesso sai anche tu cosa si prova a stare tra le melme. Da quando incontrasti la grande madre è lì che hai casa, nelle viscere della terra; Relegata tra topi e scarichi. Nemmeno l’uomo nelle condizioni peggiori del mondo, nemmeno il peggior reietto della società ha meno dignità di te, hai miei occhi.

Sei pazza, pazza ti dico, e lo sei sempre stata!”

“Se hai finito, Paul, adesso permettimi di raccontare la verità. Io non ho visto nessuno, men che meno la Grande Madre, men che meno sotto forma di blatta. Mi sono solo liberata di te e della tua puzza, puzza di uomo mediocre e della nostra casa, mediocre e fatiscente, dove hai continuato a vivere, fin quando… Sei stato tu a trasformarti, una gigantesca blatta ed è stato così facile. Fai il duro adesso? Vorrei ricordarti che nemmeno tua madre ebbe alcuna visione: le regalai un cucciolo portandola lontano dalla tua casa e salvandole la vita. Tentato matricidio, schifoso assassino.

Ti hanno scoperto alla fine, ti abbiamo scoperto. Quando vidi per la prima volta quei sacchi nello scantinato non mi sarei mai potuta immaginare che… ma dopo che aggredisti tua madre, tutto divenne per me assolutamente chiaro. Dopo il tuo primo arresto iniziai a cercare. Trovai corde, cesoie, guanti, bisturi, candeggina ed una chiave.  Riuscii ad aprire la cassaforte: trofei, trofei di caccia. Se ci penso ho ancora i brividi. Erano in un cofanetto portagioie, classificate e sistemate. Erano più di venti ciocche di capelli. Chiamai la polizia e risultarono combaciare con quelle delle donne scomparse negli ultimi tre anni nella nostra regione. Grazie alla tua stupidità venisti incastrato.

Adesso rido di te, mio caro Paul, e gioisco dei progressi della scienza. Siamo quasi riusciti a completare la mutazione dei tuoi geni, hai quasi ottenuto in tutto e per tutto le fattezze di una blatta. Pensi che al tuo compagno di cella sia finita meglio perché  a lui è toccata la mutazione in cucciolo di cane, ma secondo me non è così, la vera punizione è perdere la propria forma originaria. Anche se a dirla tutta, forse questa è proprio la forma che ti rispecchia di più”

metamorfosi

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