Il vecchio e la bambina

Ricorda tanto il titolo di una canzone di Guccini, lo so, ma è proprio questo il nostro punto di partenza.

Il vecchio e la bambina, o meglio, il padre e la figlia. Ci fu un giorno, quello della sua prima parola, in cui il vecchio si emozionò, così tanto che quasi si potevano vedere i suoi occhi verde smeraldo brillare nel buio, senza versare lacrime, i suoi occhi brillavano e basta.  Egli non aveva mai pianto in vita sua. Per questo veniva chiamato “il vecchio”: sembrava il tronco di una quercia secolare, solido, saldo al terreno ed incrollabile, e tutto questo avendo solo trent’anni. Quella fu la prima volta in cui si permise di provare un’emozione così intensa.

Diciannove anni più tardi la bambina diventava sempre più donna, i sogni nella sua testa aumentavano a dismisura e quindi sembrava avesse i piedi ben lontani dal suolo; A dir suo non ne valeva la pena, stare ancorati al cemento faceva inaridire l’anima. Questo fu il motivo per il quale si scontrò con il vecchio la prima volta. Lui era troppo centrato, troppo solido, troppo stabile; Lei, invece, come acqua era mutaforma, leggera e sfuggente. Il vecchio cercava di legarla al terreno a causa delle sue preoccupazioni, ma non ci riusciva:” Non si può legare un ruscello”.

Un giorno accadde qualcosa di inaspettato: il vecchio le prese la mano e le disse:” Celeste, mi insegneresti a volare?”. Lei strinse la mano e lo condusse in un parco, pullulava di vita, si potevano sentire intorno le vibrazioni del mondo e disse:” Padre, cosa vedi ? Concentrati, ascolta ogni cosa intorno a te; Senti la vita che pulsa intorno a noi ed in noi ?  Tutto è i movimento, tutto è vivo. Nessuna convenzione, nessun dictat, ascolta semplicemente il suono della vita.”

La luce del tramonto conferiva a quello spettacolo un non so che di sacro, di divino, qualcosa di intraducibile a parole e col calar del sole aumentava lo stupore: era l’ora delle fate. Si videro mille lucciole illuminare la strada, come stelle terrestri e fu allora che la bambina ricominciò a parlare:” Vedi padre? Le tue ancore, le tue convinzioni sono nulla. Il mondo intorno a noi è vivo, vibrante, avvolgente e per niente statico, tutto cambia e questo non deve farti paura. Risali, come fa la linfa degli alberi, dalle tue radici alla più alta delle tue foglie dove tutto è luminoso, dove avviene la magia. Solo a quel punto potrai vedere quello che vedo anche io e gioirne.”

“Oh mia piccola Celeste, per la prima volta in vita mia non tratterrò la commozione; Per la prima volta riesco a vedere: c’è poesia nel mondo, la natura mi riempie l’anima, e tutto scorre intorno a me ed in me”

E pianse, il vecchio, pianse come mai aveva fatto in vita sua e andò con la sua Celeste alla scoperta del mondo.

Il vecchio e la bambina si presero per mano.

l'ora delle fate- lucciole

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