Pathos Aggressivo

Il pathos aggressivo appartiene necessariamente alla forza, tanto quanto i sentimenti di vendetta e risentimento  appartengono alla debolezza.

Questa è la storia di Callie, o almeno ne è l’inizio.

Per molto tempo, in vita sua, era stata debole. I vizi e le paure, la vendetta ed il risentimento, erano il suo pane quotidiano. Non vedeva oltre la punta del suo naso, non riusciva a pensare in grande. Callie era intrappolata in una sorta di limbo emotivo, un luogo oscuro, tetro e molto poco confortevole che aveva creato la sua stessa mente. Non si era mai sentita così debole, non lo era mai stata in effetti; ma si  era persa, e non riusciva a ritrovarsi.

Era intrappolata in quella prigione immaginaria; Lei era vittima e carnefice e non riusciva a farne a meno.

Il riflesso allo specchio non le apparteneva, non le somigliava nemmeno lontanamente. La cosa peggiore è che ne era pienamente cosciente anche allora.

”Chi sono diventata? Perché non riesco ad uscire da questa prigione?”

Prigione… di… specchi…

Che ostacolo gli specchi, parlavano, tanto, sempre, senza mai fermarsi, fino a farle sanguinare le orecchie, fino a sfinirla, fino all’arrivo del sonno. E gridavano , gridavano forte: ” Callie sei dimagrita, stai benissimo!”, ”Callie, forse dovresti ricominciare a magiare, ti vedo magra…” e ancora ”Hai il fisico che ho sempre voluto Callie!”; e quegli specchi erano occhi e voci,  voci ed occhi di estranei. Loro non capivano, non potevano capire, ma quelle parole le rimbombavano nella testa sempre più forte e come lame la ferivano sempre di più, sempre più a fondo. E lei cercava di scappare, ma non sapeva dove andare, e aveva perso l’immaginazione, quindi non riusciva a vedere nuove strade, era sola, nel suo limbo freddo. Una luce illuminava quell’antro maledetto, e tutto intorno era buio, buio pesto.

I loro occhi la osservavano,attenti ad ogni curva, ad ogni costola sporgente, agli zigomi sempre più marcati, al volto sempre più scavato, alla disperazione crescente nei suoi occhi.

Lei non si vedeva e non li vedeva, era cieca, o quanto meno si sentiva cieca. Perdeva pezzi, parole, speranza.

Ma un giorno, in un angolo buio di quel limbo che lei credeva una spirale, nel suo vortice quotidiano, nel suo inferno personale, vide qualcosa: qualche pezzo di legno, un seghetto, dei chiodi, carta vetrata ed un biglietto ”Ti aspetto in cima, fai presto”.

Fu così che iniziò a costruire la sua scala, e con essa se stessa.

Callie non aveva mai costruito una scala in vita sua, ma sentiva che era la cosa migliore su cui concentrarsi, la migliore di sicuro. Iniziò lentamente, giorno dopo giorno, a modellare il legno, a levigarlo, ad unire i pezzi. Iniziava a trovare un senso, più costruiva quella scala, più luce entrava in quel luogo buio, e più luce entrava più tutto acquistava un senso, una ragione, e adesso iniziava a trovare delle soluzioni ai suoi problemi, ai suoi dubbi ed alle sue paure. Sbagliò molte volte, ma ogni volta trovava la forza di continuare, una volontà ferrea che la sosteneva e non le permetteva di desistere. Era troppo importante, più delle mani rovinate dalla carta vetrata e dai tagli che si era procurata, aveva trovato il suo pathos aggressivo.

Quando la scala fu ultimata, tutto risultò chiaro  e luminoso. Non c’era più spazio per dubbi e paure, il gorgo era scomparso, non c’era più traccia di disperazione, il buio si era dissolto, lasciando spazio al sole, caldo ed accogliente. Callie non ricordava una sensazione simile a quella che stava provando in quel momento, mentre saliva la scala che aveva costruito con le sue mani. Un leggero tepore le scaldava la pelle, il volto era disteso e sereno, e la bocca era rilassata e mostrava un sorriso calmo, che scaldava il cuore di chiunque lo osservasse.

Più saliva, più stava bene: Era il Nirvana? Non lo sapeva. Sapeva soltanto che quella serenità le piaceva e  tanto le bastava per avere la forza di continuare a salire, sempre più in alto, sempre più curiosa di capire chi le avesse lasciato quei pezzi di legno. Chi la stava aspettando in cima?

28167160_2013133005494788_3151733584788814940_n

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...